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Bosnia ed Erzegovina, la mancata accoglienza

Dall’emergenza artificiale ai campi di confinamento finanziati dall’Unione europea

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“Bosnia ed Erzegovina, la mancata accoglienza” è un dossier di denuncia e informazione sulla non gestione, da parte del governo bosniaco, del fenomeno migratorio. In particolare, il documento approfondisce la situazione del cantone Una Sana che, a partire dal maggio 2018, è diventato il crocevia di persone, migranti e richiedenti asilo, che percorrono la rotta balcanica per raggiungere l’Unione europea. La strategia del Cantone, portata avanti con ingenti finanziamenti europei, più di 88 milioni di euro negli ultimi tre anni, da un lato concentra le persone in campi fatiscenti e degradati, dall’altro limita i posti di accoglienza, favorendo una politica dell’abbandono di chi sceglie o è costretto, per mancanza di alternative, a vivere in condizioni di informalità e alimentando una politica d’odio e discriminazione. Migliaia di persone si ritrovano così a vivere in condizioni disumane in un ambiente ostile e pericoloso. Anche a causa di scelte politiche gravissime dell’Unione europea.

Lo ha curato la rete “RiVolti ai Balcani”, composta da oltre 30 realtà e singoli impegnati nella difesa dei diritti delle persone e dei principi fondamentali sui quali si basano la Costituzione italiana e le norme europee e internazionali.

Prima edizione: luglio 2021

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